Nel 2013 il porto di Reggio Calabria iniziava a diventare punto di approdo di continui sbarchi. Il Comune di Reggio individua come luogo di sistemazione dei migranti, la struttura sportiva dello Scatolone. Una situazione molto delicata, visti i numeri e le condizioni precarie di accoglienza, che non passa inosservata.
Così Padre Bruno Mioli, Gianni Fortugno e Bruna Mangiola, con il supporto della Caritas diocesana reggina, diretta da Don Nino Pangallo, si fanno promotori di un servizio di volontariato che oggi è punto di riferimento per la Prefettura di Reggio Calabria al momento di avviare l’accoglienza al porto. Nasce così, da quella chiamata di umanità e solidarietà, il Coordinamento ecclesiale sbarchi.
Più di 200 sbarchi si sono susseguiti sulla banchina del Porto di Reggio Calabria, per un numero di migranti accolti che ha superato i 60mila. La rete di gestione dell’emergenza ha coinvolto centinaia di funzionari ministeriali, medici e volontari. Tantissimi volti si sono incrociati, tante storie, tanti sorrisi, ma anche tanta sofferenza. Il porto è diventato un luogo di incontri profondi e crocevia di umanità.
Due giorni dopo lo sbarco a Reggio Calabria e l’abbraccio della città
Dalla Chiesa di Ravagnese fino all’Aeroporto in preghiera
Su iniziativa di Padre Bruno Mioli, Gianni Fortugno e Bruna Mangiola
Il Cimitero di Armo diventa il Cimitero dei Poveri e dei Migranti
Il 3 giugno diventa la Giornata della Memoria delle vittime delle Migrazioni
Il 10 giugno del 2022 viene ufficialmente consegnato alla città il Cimitero di Armo