La storia di Aamir, dalla Nigeria a Reggio

Dall’inferno della propria terra alla Libia, fino alle nostre coste, fra infinite sofferenze

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“Meglio affrontare il mare che stare nel mio paese. Se affronti il mare ti puoi salvare, oppure se la barca si capovolge si muore una volta sola, se stai in Nigeria è come morire tutti i giorni”. Aamir ha circa 15 anni, ci guarda con occhi spauriti ma nello stesso tempo felice di incrociare dei volti amici, dei volti che sorridono. È un minore non accompagnato come tanti altri, è partito dal suo paese che aveva 13 anni, è stato scelto dalla sua famiglia perché era più forte degli altri fratelli. Ha visto gente morire di fame e di fatica, sepolta a pochi metri da dove dormiva.

Ce l’ha fatta, ma non ha dimenticato, e per questo ringrazia Dio.

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Memoria e Profezia